Monte Grimano Terme, oggi piccolo centro turistico termale della Valconca in provincia di Pesaro e Urbino, posto su un poggio alla sinistra del fiume Conca a 536 m. s.l.m., ebbe una discreta importanza soprattutto nell’alto e basso medioevo.
L’interesse per tale località era dovuto principalmente alla posizione elevata proprio a ridosso della Valle principale e quindi di facile accesso ma insieme di efficace difesa e notevole possibilità di controllo su eventuali invasori.
Presumibilmente già in epoca romana, poi per tutto il Medioevo, la località fu frequentata come “luogo di ristoro” e di vacanza da coloro che abitavano nei paesi lungo la costa o coltivavano la pianura a ridosso del mare, da Cattolica (antica Crustumium ?) a Rimini.
La medievale denominazione di questo castello del Montefeltro è Mons Germanus. Con tale nome è citato nel Diploma datato da Viterbo 16 agosto 962, con cui l’imperatore Ottone I lo dava in feudo, con altri Castelli del Montefeltro, ad Uldarico di Carpegna per averlo aiutato, nell’assedio di San Leo, a combattere Berengario II, che si era proclamato re del Regno Italico e si era rifugiato in questa inespugnabile fortezza, dopo la caduta di Pavia (961).
Assieme a Monte Grimano, ossia Mons Germanus come viene chiamato nel Diploma di Investitura, furono dati in feudo anche Monte Tassi, San Marino, Pietracuta.
Entrato a far parte del dominio dei Conti di Carpegna, Monte Grimano visse un lungo periodo di relativa stabilità amministrativa e di tranquillità nelle attività agricole e di allevamento.
Fu proprio Nolfo da Carpegna, figlio di Uldarico, che vi fece costruire la prima rocca medievale: un consistente edificio all’interno di un ampio spiazzo munito di robuste mura con un’unica porta verso tramontana, circondato da un fossato e dotato di una torre quale strumento di vedetta.
Il perimetro pressoché ellittico delle mura occupava un’area di un paio di ettari, dalla superficie convessa e inclinata leggermente verso nord.